
Uno studio tecnico preparato per il Dipartimento Politiche per la Trasformazione, l'Innovazione e la Salute del Parlamento europeo ha raccomandato che I refrigeranti fluorurati saranno esclusi dalle prossime restrizioni sui PFAS a livello europeo., e che questi gas continuino a essere gestiti secondo l'attuale regolamento sui gas fluorurati. Il rapporto affronta direttamente la crescente pressione per trattare tutte le sostanze fluorurate come "sostanze chimiche eterne", avvertendo che un divieto indiscriminato dei PFAS si scontrerebbe con gli obiettivi di transizione climatica ed energetica.
Secondo lo studio, i refrigeranti fluorurati sono già presenti all'interno di un regime normativo dedicato e in continua evoluzione che è concepito per ridurre le emissioni di gas serra attraverso un rigoroso controllo delle perdite, quote di riduzione graduale e una forte spinta verso alternative a basso GWP. Sovrapporre a questo quadro una restrizione generalizzata, limitata ai soli materiali pericolosi, sui PFAS, sostengono gli autori, rischia di compromettere le politiche di decarbonizzazione per il riscaldamento e il raffreddamento, attentamente calibrate.
Rischio di conflitto con gli obiettivi climatici ed energetici
L'analisi evidenzia una tensione centrale nell'attuale politica dell'UE: mentre l'Unione è puntando molto sulle pompe di calore e sui sistemi di raffreddamento ad alta efficienza. Per decarbonizzare gli edifici e l'industria, molti dei refrigeranti a basso GWP più pratici oggi disponibili sono, chimicamente, PFAS. Un divieto generalizzato dei PFAS che includa questi fluidi senza alcuna distinzione potrebbe bloccare la loro diffusione, prolungare l'uso di combustibili fossili e rallentare i progressi verso gli obiettivi "Fit for 55" e "Net Zero".
Il documento rileva che il Regolamento sui gas F sta già portando a un Rapida transizione verso sistemi a GWP inferiore, con costi di emissione più bassi e minori perdite., supportato da certificazioni tecniche, obblighi di contenimento e rigide norme di recupero. Piuttosto che scartare tale architettura, gli autori raccomandano di utilizzarla come strumento principale per mitigare i rischi ambientali derivanti dai refrigeranti, includendo controlli più rigorosi laddove i dati mostrino specifiche problematiche di persistenza o tossicità.
Richiesta di una valutazione specifica per ogni sostanza, non di divieti generalizzati.
Una raccomandazione chiave è quella di allontanarsi da restrizioni PFAS universali nel settore dei refrigeranti e verso valutazioni del rischio specifiche per sostanza o classe. Lo studio sottolinea che non tutti i refrigeranti fluorurati presentano lo stesso profilo ambientale e sanitario e che alcune molecole di nuova generazione sono state progettate per decomporsi più rapidamente nell'atmosfera.
Invece di vietare intere famiglie di refrigeranti in base a una definizione chimica ampia, gli autori propongono che i regolatori dell'UE dare priorità ai PFAS con la maggiore persistenza, bioaccumulo e tossicità, indipendentemente dal settore, pur consentendo usi essenziali in condizioni rigorose e limitate nel tempo laddove non esistano alternative valide. Per il settore HVACR, ciò significherebbe mantenere un flusso costante di refrigeranti più sicuri e a minore impatto, chiudendo al contempo la porta alle problematiche sostanze chimiche obsolete.
Il settore industriale intravede un segnale di pragmatismo normativo.
Sebbene lo studio non vincoli i legislatori, avrà un peso significativo prossimi dibattiti sia sulle proposte di restrizione dei PFAS sia sull'attuazione del regolamento F-gas rinnovato. Per i produttori di apparecchiature, gli installatori e i proprietari di edifici, la raccomandazione sarà probabilmente letta come un invito a stabilità e prevedibilità della regolamentazione, dopo anni di incertezza sul futuro dei refrigeranti fluorurati in Europa.
Le parti interessate nei settori HVACR e delle pompe di calore avvertono da tempo che una stretta indiscriminata sui PFAS potrebbe innescare shock dell'offerta, attività non recuperabili e costi più elevati per i consumatori, soprattutto se imposte più rapidamente di quanto le tecnologie alternative possano essere implementate su larga scala. Il nuovo studio parlamentare fa sostanzialmente eco a queste preoccupazioni, sostenendo che la politica ambientale deve essere in linea con la strategia di decarbonizzazione dell'UE per il riscaldamento e il raffreddamento, anziché ostacolarla.
Prossimi passi per i legislatori dell'UE
I risultati ora entrano nell'arena politica, dove forniranno informazioni discussioni in commissione, audizioni con le parti interessate e valutazioni d'impatto sia sulla legislazione relativa ai PFAS che su quella relativa ai gas fluorurati. I deputati del Parlamento europeo e gli Stati membri dovranno decidere fino a che punto seguire le raccomandazioni dello studio nel definire la portata e le tempistiche delle restrizioni sui PFAS, in particolare per i settori considerati critici per la transizione energetica.
Se la raccomandazione verrà accolta, i refrigeranti fluorurati rimarranno sotto una regime climatico più restrittivo ma specifico per settore, mentre le misure più ampie relative alle sostanze PFAS si concentrano su applicazioni con benefici sociali meno evidenti e quadri di controllo più deboli. L'esito definirà il percorso normativo per il panorama dei refrigeranti in Europa fino al 2030, influenzando non solo la chimica all'interno dei refrigeratori e delle pompe di calore, ma anche la velocità e il costo della decarbonizzazione del settore edile del continente.


